LA MAMMA MONGOLFIERA

mongolfiere 24

 CORTOMETRAGGIO de "LA MAMMA MONGOLFIERA"

(realizzato dagli alunni della classe VB)

Cinema (17)

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NOI SCRITTORI IN ERBA

PITTORIAMO

PRIMA TAPPA

 

<<Vittorio, Elena, ormai siete grandi!>> disse la nonna uno dei primi giorni di quell’estate. <<Siate gentili e venitemi ad aiutare. Devo sistemare alcune cose dentro la chiesetta. Vi va di accompagnarmi?>>

I due si guardarono un po’ perplessi, ma poi decisero di acconsentire.

Tutti e tre, quindi, si misero in marcia verso la chiesa del paese. La nonna camminava a passo deciso, davanti, mentre i due ragazzi la seguivano lentamente, ancora timorosi.

Da circa due anni la signora Leontina era vedova; da allora era sempre molto triste e seria, vestita di scuro, con i capelli raccolti. Trascorreva le giornate cucendo vestiti per i poveri e accudendo il proprio gatto, che dalla morte del marito era l'unico a tenerle quotidianamente compagnia. Tre volte la settimana, poi, si recava al cimitero, portando fiori freschi sulla tomba del coniuge defunto.

Anche quel pomeriggio la nonna volle raccogliere i fiori e invitò i due ragazzi al campo dei papaveri, un luogo solitario situato proprio lungo il sentiero che stavano percorrendo, dietro alla misteriosa casa abbandonata.

Ritratto di Lunia Czechowska


di
Amedeo Modigliani
Campo di papaveri


di
Claude Monet

Casa abbandonata


di
Carlo Carrà

SECONDA TAPPA 

Lasciandosi alle spalle l'immensa distesa puntinata di rosso, in prossimità della Marmitta del Gigante, Vittorio ed Elena iniziarono a rincorrersi per gioco. - Non andate troppo avanti, aspettatemi - raccomandò loro la nonna. I ragazzi erano allegri e si nascondevano tra gli alti fusti dei pioppi, ma... ad un tratto, accorgendosi di essersi persi esclamarono: - E ora da che parte andiamo? Preoccupati, iniziarono a gridare: - Nonna, nonna dove sei ? Ma della signora Leontina nessuna traccia. Si guardarono intorno con circospezione e notarono, a pochi metri di distanza, il ponticello sul Canale di Modena alimentato dal fiume Secchia. Era di legno, molto vecchio, stretto e instabile. La vegetazione circostante era fitta, ombrosa: si notavano rami intrecciati e rocce ricoperte di muschio. L'acqua verde smeraldo scorreva dolcemente, mentre una coppia di germani reali s'alzò in volo tra le fitte canne. - Dobbiamo trovare la nonna, a quest'ora sarà preoccupata e ci starà cercando - sospirò Elena con voce tremante.
Vittorio più ottimista aggiunse: - Laggiù in lontananza intravedo un'abitazione, forse qualcuno potrà aiutarci. Era l'imbrunire, e con il cuore in gola Elisa e Vittorio arrivarono nella radura circondata da alberi spogli dall'aspetto spettrale. In quel luogo solitario sorgeva una casa di colore grigio, con il tetto spiovente e grandi finestre sulla facciata. Quella casa avvolta dal silenzio, all'apparenza sembrava proprio abbandonata. I ragazzi avvertirono un brivido di paura, ma la curiosità prese il sopravvento: si avvicinarono e sul retro scoprirono che c'era una chiusa utilizzata un tempo per controllare l'acqua del canale. Era l'abitazione del dogarolo situata in località San Michele di cui avevano sentito parlare dalla nonna. -Ehi, c'è qualcunoooo ?- urlarono con voce tremante.
Improvvisamente, una folata di vento spalancò la porta che si aprì cigolando...

Il ponte di Maincy
 
di
Paul Cezanne
La sedia e la pipa
 
di
Vincent Van Gogh

TERZA TAPPA

La camera da letto

 
di
Vincent Van Gogh

Escluso

di
Gino Covili
Le docteur Paul Gachet

 
di
Vincent Van Gogh